Stoffa e colla per “Presenze” di riflessione
Le sorprendenti installazioni di due artisti «per interrompere i passi veloci della gente» nei campi della città.
di Manuela Pivato
VENEZIA. Non sono fantasmi, anche se di notte lo sembrano. Non sono sculture, perchè la pioggia le dissolve. Non sono uno scherzo, anche se i vigili urbani una sera si sono lievemente allarmati. Tranquilli, non sono nemmeno allucinazioni. Sono “Presenze”, fatte di stoffa e colla, calchi umani che assomigliano a sudari e che da qualche giorno si sono incarnati tra la nebbia di campo Santo Stefano, alle Zattere, in campiello Pisani, davanti a Ca’ Farsetti. Figure sedute, sdraiate, pensose che sembrano di marmo e sono di niente: lenzuola e intrugli appicciosi che due artisti, Mirko Donati e Serena Boccanegra hanno trasformato in “Presenze” dopo averle “lavorate” sui corpi volonterosi dei loro amici. Ne è uscita una piccola galleria di spiritelli bianchi itineranti, che sembrano evaporare con un soffio e invece sono lì, sui masegni della città, con una funzione ben precisa. Serena, dopo essere stata molti anni altrove, è ritornata in laguna e non ha ritrovato tutto quello che pensava di aver lasciato. La mamma, certo, gli amici, la magnificenza della città, ma non aveva memoria della sua indifferenza. Quella proprio non la ricordava e, poichè gli artisti sono artisti, non se n’è fatta una ragione. Insieme al compagno hanno pensato a qualcosa che catturasse di nuovo l’attenzione dei veneziani e li togliesse, almeno per qualche minuto, dalla trama della vita quotidiana a testa china nei propri pensieri. «Il nostro – spiegano i due artisti – è un tentativo dolce di riconquistare spazi veneziani, di interagire con i suoi abitanti spesso frettolosi e ormai abituati alla bellezza che li circonda. “Presenze” vuole interrompere per un attimo i passi veloci della gente. Vuole essere un dono alla città. Una serie di figure antiche che riaffiorano nel presente tra canali e pietre». Di certo le “Presenze” si sono fatte notare ma devono continuamente essere sostituite per poter durare nel tempo. La prima, infatti, se l’è spazzata via l’acqua alta, un’altra è sparita nella notte, una terza se la sono portata via i vigili chiamati da qualche veneziano molto sospettoso e poco romantico. Chi le avesse perse potrà rifarsi con quelle che verranno. Le “Presenze”, che sono fatte di materiali reversibili, quindi non rovinano e non inquinano, proseguiranno all’infinito, in tutti i sestieri della città. O almeno fino a quando Serena e Mirko avranno amici pazienti che si fanno ricoprire di lenzuola e colla. Le sopravvissute diventeranno anche una mostra insieme ai video delle reazioni di veneziani e turisti; soprattutto dei veneziani che magari hanno pensato a un’installazione tardiva della Biennale di Architettura e invece era roba proprio per loro, per farli fermare un attimo e farli dire, toh, che fortuna che ho.
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