Mirko Donati

Class of 1969, polyhedric artist, he traveled a lot for love and for work.
Greedy for life, he feeds on it and transforms everything he runs into, by re-inventing with subtle perception many quite different materials; the iron is his greatest love.
As self-taught, his education comes from life and work; after years spent as stagehand in the Teatro Comunale in Bologna, he curates the scenography of the piece “Sogno senza fine” of A. Jodorowsky, he realizes in many performances and sets up many exhibitions; the latest one was an important collective exhibition at the Bi-Box Art space in Biella.
At the Istanbul Biennal (2009) he curated the set-up of the exhibition space in the Basilica Cistern Yerebatan Sarnici; at the Triennale in Milano his sculpture won the contest “Kinder Art 2010”.
Following an expressive path that can’t abstract from his life path, and that has often developed out of the actual exhibition spaces dedicated to contemporary art, he organized exhibitions and events in unconventional places, as the occupied spaces in Berlin and Bologna in the 90s, or the memorable Arena del Sole.
In the 90s he then landed at the cinema, where even now he keeps working with directors such as Salvatores, De Maria, Crialese and Guadagnino.

Classe ’69, artista poliedrico, ha viaggiato molto per passione e lavoro.
Avido della vita, si nutre e trasforma tutto ciò che incontra, reinventando con sottile sensibilità i materiali più svariati, ma il suo più grande amore è il ferro.
Autodidatta, la sua formazione proviene dalla vita e dal lavoro; dopo anni al Teatro Comunale di Bologna in qualità di macchinista, cura la scenografia per lo spettacolo “Un sogno senza fine” di A. Jodorowsky, realizza numerose performance e allestisce diverse mostre, ultime delle quali un’importante collettiva alla Bi-Box di Biella.
Ha curato l’ allestimento dello spazio della Basilica Cisterna Yerebtan Sarnici all’interno della Biennale d’Arte di Istanbul (2009) e vinto il concorso “Kinder Art 2010” con una scultura esposta alla Triennale di Milano.
Secondo un percorso espressivo imprescindibile dalla vita e spesso realizzato al di fuori di spazi oggi deputati all’arte contemporanea, ha organizzato mostre ed eventi in luoghi non convenzionali, quali per esempio gli spazi occupati negli anni ’90 a Berlino e Bologna, come la storica Arena del Sole.
Sempre negli anni ’90 approda al cinema dove tutt’ora lavora con registi come Salvatores, De Maria, Crialese e Guadagnino.